AS ROMA 1927

In questa sezione potete parlare di tutto quello che volete a parte Football Hero
Avatar utente
Piotta76
Messaggi: 1458
Iscritto il: 10/02/2017, 0:31
Località: roma

08/02/2018, 13:38

Dall'Olanda: Ziyech in rotta coi tifosi dell'Ajax. Possibile trasferimento alla Roma in estate.


Secondo il portale olandese, voetbal4u.com, Hakim Ziyech è arrivato al capolinea con l'Ajax, complice un rapporto complicato con la piazza. Una possibile destinazione in estate è quella della Roma. Monchi la scorsa estate era arrivato a offrire 35 milioni per lui, offerta rifiutata da Marc Overmars, dirigente del club.
ROMANO ROMANISTA

Avatar utente
Piotta76
Messaggi: 1458
Iscritto il: 10/02/2017, 0:31
Località: roma

09/02/2018, 13:44

Le big d'Europa su Florenzi, pronto il rinnovo della Roma.


Manchester United, Chelsea, Barcellona e Atletico Madrid. Sono queste le squadre pronte a investire tra i 30 e i 40 milioni di euro per Alessandro Florenzi. Il vicecapitano della Roma ha il contratto in scadenza nel 2019 e l'intenzione della società è quello di legarlo a vita in giallorosso. La base di partenza del nuovo contratto sarà di 3-3,5 milioni annui
ROMANO ROMANISTA

Avatar utente
Piotta76
Messaggi: 1458
Iscritto il: 10/02/2017, 0:31
Località: roma

10/02/2018, 13:02

Il ruolo di Perotti.


La presenza dal 1' sempre meno probabile di De Rossi nella sfida di domenica, sommata alle assenze di Nainggolan, Gonalons e Lorenzo Pellegrini, spingono Eusebio Di Francesco a ridisegnare il centrocampo giallorosso in vista del Benevento. Con Gerson spostato al fianco di Strootman, la Roma giocherà con lo stesso modulo usato a Verona (4-2-3-1) ripiegando sulla maggiore disponibilità di giocatori offensivi. Con El Shaarawy a sinistra e uno sbloccato Ünder confermato a destra, alle spalle di Dzeko ci sarà con ogni probabilità Diego Perotti. L'argentino non sta vivendo di certo la sua miglior stagione in giallorosso, autore di 3 gol e 2 assist su 18 gare disputate in campionato, tutte iniziate come ala sinistra tranne due ( le sfide contro Udinese e Bologna). Lasciatosi alle spalle un affaticamento muscolare, l'argentino adesso dovrà dare il suo contributo in un ruolo che ha raramente interpretato nella propria carriera. Eppure non serve andare tanto lontano per vedere Perotti schierato in partenza dietro la punta: nella passata stagione (la migliore in carriera per rendimento con 8 gol e 8 assist) quando in 32 presenza di campionato è stato schierato da Spalletti 7 volte da trequartista (6 delle quali in compagnia di Nainggolan nei 2 dietro Dzeko), e per la Roma sono arrivati 6 successi e una sconfitta; nella stagione ancora precedente (2015-16), arrivato durante il mercato di gennaio, sempre agli ordini del tecnico toscano è stato impiegato ben 8 volte da trequartista su 15 presenze complessive, conquistando 6 vittorie e 2 pareggi e collezionando 3 reti e 5 assist. Analizzando poi le 43 gare di Serie A giocate con la maglia del Genoa, Perotti è partito in sole 4 occasioni dalla trequarti centrale, per non parlare infine delle 116 presenze in Liga con la maglia del Siviglia, dove le volte impiegato alle spalle degli attaccanti non arrivano alla doppia cifra. Ora Diego Perotti avrà bisogno delle sue doti tecniche nel dribbling, miste all'esperienza tattica maturata in Italia, per interpretare un ruolo inedito vista la stagione attuale, che potrebbe però regalare una nuova soluzione al mister, magari da riutilizzare non solo in caso di emergenza. Oggi pomeriggio intanto alle 14:45 ci sarà la rifinitura in seguito alla conferenza stampa di Eusebio Di Francesco.

Prossima partita: Roma-Benevento, domenica 11 febbraio ore 20:45
Probabile formazione (4-2-3-1):Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Gerson, Strootman; Ünder, Perotti, El Shaarawy; Dzeko.
Ballottaggi: Fazio/Jesus, Gerson/De Rossi, Perotti/Defrel/Gerson.
In dubbio: De Rossi.
Diffidati: Fazio, De Rossi.
Squalificati: Nainggolan, Lo. Pellegrini.
Indisponibili: Karsdorp (rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro), Luca Pellegrini (frattura della rotula sinistra), Gonalons (problema muscolare al gemello), Schick (postumi distrattivi nel terzo prossimale del muscolo retto femorale sinistro con quota di edema muscolo-fasciale), Silva (recupero da lesione del legamento collaterale del ginocchio destro), Bruno Peres (sospeso).
ROMANO ROMANISTA

Avatar utente
Piotta76
Messaggi: 1458
Iscritto il: 10/02/2017, 0:31
Località: roma

11/02/2018, 12:19

Primo a Trigoria e attenzione nella vita privata: questo il segreto di Kolarov.


Con la cessione di Emerson Palmieri e l'infortunio del neo acquisto Jonathan Silva, anche contro il Benevento agirà Aleksandar Kolarov sulla fascia sinistra. Il serbo resta il terzo giallorosso più impiegato da Di Francesco in stagione (28 presenze) e dovrà fare gli straordinari per essere titolare contro l'ultima classificata del campionato. L'ex Manchester City dal canto suo porta avanti una vita da professionista, essendo il primo ad arrivare a Trigoria ed è molto attento all'alimentazione e ai vizi, riuscendo a mantenere un livello costante delle sue prestazioni.
ROMANO ROMANISTA

Avatar utente
Piotta76
Messaggi: 1458
Iscritto il: 10/02/2017, 0:31
Località: roma

12/02/2018, 12:53

Il nuovo assetto offensivo.


Se il gol di Defrel avrà lo stesso impatto della rete segnata da Ünder a Verona, Di Francesco avrà recuperato un altro giocatore e ogni risorsa, ogni energia sarà fondamentale nella seconda parte della stagione. I punti inizieranno ora a pesare sempre di più. Ogni partita sarà sempre la più importante, quella decisiva, e meno gare mancheranno alla fine e più servirà attingere a ogni goccia di vita.

Si è sbloccato Dzeko, alla costante ricerca del gol, come se dovesse confermare ogni settimana di essere un grande giocatore. Confermalo a se stesso, in primis, probabilmente.
Si è sbloccato Defrel, che ha potuto calciare il rigore del 5-2 per trovare un po' di tranquillità. È stato proprio Dzeko a fare il nobile gesto. Dzeko che aveva segnato su assist di Ünder. Il turco ha inventato il gol del bosniaco, demolendo il Benevento con una doppietta.

Chi non riesce a decollare è El Shaarawy. Il Faraone va a sprazzi: ogni tanto si illumina per poi rientrare nell'anonimato. Ci sarà bisogno anche di lui e sarà compito del mister toccare le corde giuste. Perotti deve giocare a sinistra, si è capito abbastanza bene. El Shaarawy non si trova benissimo a destra e, in questo momento, c'è Ünder che scalpita. Di certo, l'ex Milan non può giocare al centro dietro la punta. Ecco che potrebbe presto finire in panchina, magari già dal match contro l'Udinese. In attesa che si sblocchi anche lui, il prima possibile.
ROMANO ROMANISTA

Avatar utente
Piotta76
Messaggi: 1458
Iscritto il: 10/02/2017, 0:31
Località: roma

13/02/2018, 13:33

De Rossi pronto al rientro in pianta stabile. Con lui in campo la Roma subisce la metà dei gol.


Daniele De Rossi è tornato in campo contro il Benevento. Non è ancora neanche al 50%, ma quei pochi minuti son serviti per tornare a far girare, in una partita ufficiale, le gambe al capitano giallorosso. Come scrive La Gazzetta dello Sport, anche contro l'Udinese non dovrebbe partire titolare (tornano Nainggolan e Pellegrini), ma si ritaglierà lo stesso il suo spazio in vista del trittico Shakhtar, Milan, Napoli. Nel 4-2-3-1 o nel 4-3-3 non ha importanza, il dato da segnalare è quello che con De Rossi in campo cala notevolmente la media gol subiti: 0,6 a partita, contro gli 1,1.
ROMANO ROMANISTA

Avatar utente
Piotta76
Messaggi: 1458
Iscritto il: 10/02/2017, 0:31
Località: roma

14/02/2018, 12:39

Udinese, Gerolin: "Contro la Roma sarà un esame importante. Leverei ai giallorossi Schick e Ünder".



Manuel Gerolin, DS dell'Udinese prossimo avversario della Roma in Serie A, ha rilasciato un'intervista a Il Romanista. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Gerolin, com'è la vita da direttore sportivo?
«Si vive bene, almeno per quanto mi riguarda. La carriera da calciatore e da scouting mi ha formato, un buon passato ti permette di costruire un buon presente e così via anche il futuro. Faccio ciò che mi piace nella società che mi ha lanciato come giocatore e poi come scouting. L'Udinese mi ha dato tanto permettendomi di crescere. In Italia è stata tra le prime società, fin dalla sentenza Bosman, a capire come si doveva lavorare. Tornare qui, dopo brevi esperienze in altri club, è stato importante. A Udine mi sento a casa».

Da calciatore, oltre a Udine, ne ha avuta un'altra di casa…
«Quella della mia Roma, quando c'era un altro calcio. E un'altra società. Io e i miei compagni eravamo tutti figli dell'ingegner Viola. Dava tutto alla squadra. La Roma era la sua vita. Qualsiasi cosa ci servisse, lui era a disposizione, pronto a risolvere i nostri problemi. La sua presenza era costante. Ogni giorno della settimana lo passava a Trigoria, ricordo le sue passeggiate. Controllava tutto. Ogni cosa doveva stare al suo posto. Ora le società sono diverse. A Roma ne sapete qualcosa».

Sei anni alla Roma cosa le hanno lasciato?
«Arrivai in una squadra di grandissimi giocatori e sfiorammo lo Scudetto. Vincemmo tante gare ma purtroppo il successo valeva solo due punti, con i tre a vittoria ce l'avremmo fatta. Poi qualche campione andò via, si stava chiudendo un ciclo ma la mia Roma restò una squadra gagliarda, tosta, era difficile giocare contro di noi. Conquistammo due volte la Coppa Italia. Ho tanti bei ricordi. Ma il momento che mi ha segnato di più non è stata una vittoria».

Qual è questo ricordo indelebile?
«Il giorno in cui venni presentato. Dopo la firma del contratto l'ingegner Viola mi chiese di partecipare all'amichevole contro l'Ajax all'Olimpico. Era l'addio di Falcao. Ebbi un impatto meraviglioso con la gente romanista, feci gol e la Curva Sud mi dedicò subito un coro. Quel giorno il popolo giallorosso mi adottò. Andai in ritiro come se fossi uno di casa. Fu tutto più facile. Quella giornata mi spalancò le porte di Roma e della Roma».

Torna ogni tanto a Roma?
«Raramente. Ma magari potrei farlo per lavoro. Ora faccio il direttore sportivo. Chissà».

È una possibilità?
«È un desiderio».

Passiamo all'attualità? Sabato c'è Udinese-Roma: che partita sarà?
«La Roma è una grande squadra, consolidata negli anni, noi siamo una delle formazioni più giovani del campionato, ma abbiamo tanti giocatori di prospettiva. Questa gara per l'Udinese vale tanto. Sappiamo di affrontare una squadra forte fisicamente e tatticamente, con giocatori di livello. Per noi è un esame importante. Mi aspetto una bella partita».

Chi toglierebbe alla Roma?
«La Roma ha qualità in tutti i reparti e basa la sua forza sul collettivo. Ora toglierei Ünder: è cresciuto e sta dimostrando il suo valore, ha avuto bisogno di un naturale periodo di ambientamento. Anche Schick è un talento destinato a esplodere. La Roma è forte, ha una rosa che vale quelle di Napoli e Juventus».
ROMANO ROMANISTA

Avatar utente
Piotta76
Messaggi: 1458
Iscritto il: 10/02/2017, 0:31
Località: roma

15/02/2018, 14:05

Don't stop Kolarov: in ballo la stagione più impegnativa di sempre.


2.579 minuti disputati su 2.790 totali. 29 gare giocate da titolare su 30 convocazioni del mister, sostituito solo 2 volte nell'ultimo quarto d'ora contro Udinese e SPAL a risultati acquisiti. 3 reti e 8 assist. Sono i numeri fino a questo momento di Aleksandar Kolarov, terzino sinistro della Roma classe '85 arrivato in estate e diventato fin dal primo momento perno del gioco di Eusebio di Francesco. Detto che Emerson Palmieri, prima di essere ceduto, è stato disponibile solamente da novembre (giocando tutta la gara di Coppa Italia contro il Torino e 15' contro gli spallini), e che il nuovo arrivato, Jonathan Silva, è ancora fermo ai box (recupero da lesione del legamento collaterale del ginocchio destro, di sicuro assente contro l'Udinese), il tecnico giallorosso, anche in caso di alternative più concrete, difficilmente avrebbe rinunciato all'impiego del serbo. Mente della retroguardia romanista, propulsore della fascia sinistra e con una personalità in campo da vero leader, Kolarov sa bene che non potrà pensare di rifiatare proprio adesso. Per la Roma infatti è in programma un calendario denso di gare impegnative: dopo la sfida di sabato a Udine, c'è la gara d'andata degli ottavi di Champions League (dove è sicura l'assenza del terzino portoghese perché già impiegato quest'anno dallo Sporting Clube de Portugal). A seguire Milan all'Olimpico, Napoli fuori casa e Torino di nuovo nella Capitale, partita seguita 4 giorni dopo dal ritorno contro lo Shakhtar Donetsk. Tutte partite quindi dove è molto probabile che Kolarov disputi da titolare, continuando a macinare chilometri e minutaggio nella stagione che si appresta ad essere la più dispendiosa della sua carriera. Già ora infatti il 2017/18 è al sesto posto della sua classifica personale per minutaggio, ma dopo il match contro i granata potrebbe balzare al quarto (superando quindi le annate 2010/11 e 2013/14 con il Manchester City). Inoltre con i due match europei contro gli ucraini, la Champions League attuale si candida ad essere l'edizione più disputata dal terzino, che mai ha collezionato 8 presenze nella fase finale di questa competizione. Tanto altro lavoro ancora da fare per una delle colonne più solide della stagione romanista.
ROMANO ROMANISTA

Avatar utente
Piotta76
Messaggi: 1458
Iscritto il: 10/02/2017, 0:31
Località: roma

16/02/2018, 13:18

De Sanctis: "Pensavo di tornare a Roma per fare il vice Alisson. Il brasiliano il mio erede".



Morgan De Sanctis, team manager della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Il Centro. Queste le sue parole:

De Sanctis, come ci si sente a stare in panchina e non poter entrare in campo?
«Io sono stato un privilegiato, ho avuto la capacità e la fortuna di giocare fino a 40 ad alti livelli. Ho chiuso la carriera con il Monaco campione di Francia e semifinalista di Champions League. Avevo un altro anno di contratto a Montecarlo, ma la possibilità offertami dalla Roma associata al fatto che non potevo pretendere di giocare per sempre mi ha portato a fare questa scelta. Tutti mi dicevano: “Finché puoi gioca”. E io aggiungo: “Finché ne vale la pena”. Bisogna rendersi conto di quanto tu puoi dare e di quanto puoi ricevere dal calcio. Il calciatore ad alto livello vive un privilegio, quasi un’esistenza parallela. Il calcio giocato non mi manca, perché ho deciso io di lasciare e perché faccio un altro lavoro che mi prende in toto. Però, mentalmente, il passaggio dal campo alla scrivania è duro. Io non ho avuto il tempo di pensarci».

Che cosa fa il team manager?
«È la figura cuscinetto tra la società e la squadra. Tutto quello di cui i giocatori e il tecnico hanno bisogno dalla società passa attraverso il team manager. E viceversa. Io svolgo queste mansioni grazie all’aiuto di Gianluca Gombar, un collaboratore preziosissimo».

C’è un posto dove ha lasciato il cuore?
«Non uno in particolare, tutti i posti mi hanno dato qualcosa. Ovviamente, le esperienze più significative sono le tre più lunghe, quelle di Udine, Napoli e Roma».

Il rimpianto?
«In posti come Napoli e Roma il rimpianto è quello di non aver vinto lo scudetto. A Napoli due volte secondi, due volte secondi anche in giallorosso. Prima il Milan e poi la Juve degli ultimi anni mi hanno negato questa gioia. In questi posti avrebbe garantito l’eternità sportiva e sarebbe stata la ciliegina sulla torta».

Chi è l’erede di De Sanctis?
«Sto rivedendo un modo di parare più essenziale. Prima era spettacolare, ora si sta tornando alla concretezza. A me piace il portiere efficace. Quello che più si avvicina alle mie caratteristiche è Alisson, che ha avuto una maturazione più veloce della mia. Io sono diventato più bravo dopo i 30 anni e il brasiliano è maggiormente evoluto nel gioco con i piedi».

Gli allenatori, il meglio e peggio?
«Oggi dico grazie a tutti e in particolare al primo, Giorgio Rumignani, che mi ha fatto esordire; a Marcello Lippi che mi ha portato in Nazionale; e a Mazzarri e a Spalletti, tra i più preparati in assoluto. E poi il compianto Gino Di Censo, come dimenticare chi mi ha cresciuto?».

A Siviglia ha conosciuto il ds Monchi che poi l’ha riportato alla Roma.
«È un andaluso, ha dei valori umani importanti, un grande professionista. Ha apprezzato i miei comportamenti. Ci siamo conosciuti a Siviglia e dopo il primo anno mi ha ceduto in prestito al Galatasaray e la stagione successiva mi ha venduto al Napoli. Quando è arrivato a Roma si è ricordato di me ed è nata la collaborazione».

È nata come?
«Alla fine della scorsa stagione, mi ha chiamato: “Morgan, ho bisogno di te”. Ci vediamo, pensavo mi proponesse di fare la riserva di Alisson. D’altronde, io avevo un altro anno di contratto con il Monaco. Mi chiese: “Come stai?”. Io gli risposi affermativamente. Mi fece parlare e solo alla fine disse che mi voleva come dirigente. E non come portiere. Fu molto divertente, mi chiese di smettere in maniera molto brillante…».

È vero che a Trigoria, quando capita, interagisce con Di Francesco in dialetto abruzzese?
«Certo, con Eusebio e con gli altri componenti dello staff tecnico. Capita spesso, serve per accelerare la comunicazione. Conosco Eusebio da più di venti anni anche se non abbiamo mai lavorato insieme. Lui è testimone di grandi valori. Però, ho sempre apprezzato una cosa, quella carezza che mi faceva sul viso quando ci incontravamo. Una bella persona. Ora sto conoscendo anche un grande allenatore».
ROMANO ROMANISTA

Avatar utente
Piotta76
Messaggi: 1458
Iscritto il: 10/02/2017, 0:31
Località: roma

17/02/2018, 13:06

Alisson: "Il primo anno a Roma mi sentivo un po' abbandonato. So calciare i rigori".



Il portiere giallorosso Alisson ha rilasciato un'intervista a SportWeek. Ecco uno stralcio delle sue parole:

È impossibile per un tifoso comprare una sua maglia: non è in vendita!
«Lo so. Tante persone si lamentano e mi scrivono sui social. Mi spiace sentire che i tifosi che mi vogliono bene la vorrebbero ma non possono, é una cosa brutta che non ci sia quella del portiere!».

Nella prima stagione alla Roma era una riserva, si è sentito un po’ abbandonato?
«Sì, un po'. Però ho passato più tempo con mia moglie: un mese dopo l'arrivo a Roma, lei era incinta. E così ho pensato meno alle cose che andavano male. Però ho lavorato e imparato tanto, anche insieme a un portiere grandissimo come Szczesny: quando sono arrivato a Roma ero pronto come calciatore, adesso sono pronto anche per il calcio italiano».

La parata che ricorda più volentieri?
«Brasile-Argentina 3-0 nel 2016, qualificazioni al Mondiale: sullo 0-0 ho preso un tiro da fuori area di Biglia e, subito dopo, abbiamo segnato il gol del vantaggio. Con la Roma ho fatto una bella partita contro l'Atletico Madrid all'Olimpico, in Champions. Ma non bisogna pensare troppo alle belle parate perché magari la mandi in angolo e prendi gol un secondo dopo».

Quanto fa male quanto la palla entra in porta?
«È brutto anche quando vinci, mi viene una rabbia... Ho fatto tante parate. però ho preso tanti gol. Il peggiore è stato annullato, contro l'Ecuador nella Coppa America 2016. L'attaccante ha fatto un mezzo tiro dalla linea di fondo verso la porta, la palla ha deviato sul primo palo, ha colpito il mio braccio ed è entrata. Ma per l’arbitro era uscita e ha ordinato la rimessa».

A cosa pensa quando stanno per battere un rigore?
«A pararlo! E il momento in cui sono più solo che mai. Studio come tirano i calciatori e cerco di ricordare quello che ho visto. ma ho la mia idea già prima che inizi la partita. Il più bello che ho parayo è stato contro il Palmeiras nella Coppa del Brasile. Eravamo 0-0 e lo tirava il paraguaiano Lucas Barrios. Quando ho parato è venuto giù lo stadio. Anche io so batterli, ma lascio fare agli altri».

In cosa invece è rigoroso?
«Nel lavoro. Sono serissimo e non scherzo mai in campo. Mi diverto, perché faccio un lavoro che amo ma il calcio si risolve nel dettaglio. si lavora per arrivare alla perfezione».

Roma è in trepidazione per la sfida con lo Shakhtar.
«Sarà una partita dura tra due squadre che vogliono vincere e che hanno qualità. Nello Shakhtar ci sono miei connazionali che conosco e la squadra ha le caratteristiche del calcio brasiliano. Con Taison siamo cresciuti nel settore giovanile e con Fred abbiamo proprio giocato insieme in prima squadra».

La papera peggiore?
«In campo qualcuna. nella vita troppe. Una tremenda alla tv brasiliana. in un talk show: avevo appena firmato con la Roma e il conduttore mi chiese se avevo già imparato le parolacce in italiano. Ho detto delle cose terribili senza rendermi conto della gravità. Quando l'ho capito, era troppo tardi».
ROMANO ROMANISTA

Rispondi
  • Informazione
  • Chi c’è in linea

    Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti