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11/06/2019, 14:48

PRADÈ-VIOLA: PIÙ DI UNA SUGGESTIONE. LA MEMORIA VOLA.



Sembra la trama di una commedia scritta ad arte, ma il possibile ritorno di Daniele Pradè alla Fiorentina con Montella in panchina non può non far tornare alla mente quando, sette anni or sono, i due furono in grado di riportare la squadra viola a competere con le grandi d'Italia.

Il direttore sportivo - la cui rescissione ufficiale con l'Udinese è arrivata in queste ore - sembrava ad un passo dalla Sampdoria ma con l'addio di Pantaleo Corvino dalla Fiorentina, l'ex ds viola è schizzato in cima alla lista di Rocco Commisso e del suo staff e adesso pare più di una suggestione.

Se si guarda al passato non si può che essere contenti di un eventuale ritorno di Pradè da dirigente gigliato: con il nativo di Roma a dirigere le operazioni di mercato sono arrivati tre 4° posti con Vincenzo Montella e un 5° posto con Paulo Sousa in panchina, dopo aver toccato il tetto della Serie A a metà campionato. Con le regole attuali avrebbero significato 3 partecipazioni alla Champions League e una all'Europa League, non poco per una dirigenza costretta a ripartire dopo i disastri della fine della prima era di Corvino.

In più sono stati ingaggiati giocatori come Borja Valero, Gonzalo Rodriguez o Pizarro - per citarne alcuni - che ancora oggi vengono annoverati come tra i migliori della storia viola, almeno di quella recente. Di sicuro le emozioni non sono mancate nei quattro anni in cui Pradè è stato direttore sportivo della Fiorentina.

Poi nel giugno 2016 l'addio alla Fiorentina e le esperienze con alti e bassi a Genova, sponda Sampdoria (gli alti), e a Udine, con l'Udinese (i bassi).

Ora potrebbe tornare dove la sua stella è brillata di più in carriera. Montella lo aspetta a braccia aperte per ricreare quel binomio che tanta fortuna ha portato a Firenze. La decisione andrà presa al più presto perché il tempo stringe ma Commisso sembra aver già scelto: sarà Pradè il nuovo ds viola. Ed è curioso che la "nuova" Fiorentina di Rocco Commisso possa ripartire dalla "vecchia" Fiorentina in quella che forse è stata la miglior versione dell'era Della Valle.
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12/06/2019, 15:25

MISTER FAST.


"Penso fast, decido fast, alla mia età non aspetto dieci anni". Queste le parole di Rocco Commisso a La Nazione relativamente alla possibilità di costruire il nuovo stadio viola. La mentalità americana dell'imprenditore emigrato negli States a dodici anni si fa già sentire. Peraltro un chiaro messaggio diretto al Comune di Firenze, nella speranza che vi sia collaborazione anche per snellire gli aspetti burocratici dell'eventuale investimento.

Conciso e pragmatico, il nuovo proprietario della Fiorentina non ha usato mezzi termini nemmeno per fare il punto sul mercato in uscita. "Veretout? Forse è meglio venderlo". Mentre per quanto riguarda Federico Chiesa, la formula è semplice: si tenterà il tutto per tutto, ma se il giocatore dovesse deludere? La domanda impone una riflessione, non sia mai che il suo valore subisca variazioni in negativo. E con esso le casse della Fiorentina.

Altro tema interessante toccato da Commisso è stato quello sul fair play finanziario, per il quale è possibile investire al pari del proprio fatturato. Un circolo vizioso più che virtuoso, a detta del magnate nativo di Marina di gioiosa ionica. Difficile, infatti, aumentare il valore senza poter comprare calciatori di livello. Infine piccolo riferimento ai modelli societari da seguire: Juve su tutti, ma anche Atalanta per il senso di appartenenza dei suoi giocatori.
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13/06/2019, 15:09

VIOLA, Primo nome per Pradè: c'è Bronn del Gent.


Primo nome di mercato per la nuova Fiorentina targata Daniele Pradè: secondo il quotidiano fiammingo Het Nieuwsblad, i viola sarebbero sulle tracce del difensore tunisino centrale classe '95 di proprietà del Gent Dylan Bronn: il giocatore (che su Transfermarkt viene valutato 7 milioni di euro e che ha come procuratore il pool di manager ai quali appartiene anche Fali Ramadani) è cercato da tempo anche dal Siviglia, dal Betis e dall'Eintracht Francoforte, oltre che da alcune squadre russe. Il centrale, entrato da qualche mese nel giro della Nazionale, parteciperà con la Tunisia alla Coppa d'Africa a partire dal 21 giugno.
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14/06/2019, 14:54

VIO A FV, PER PRADÈ PARLANO I RISULTATI OTTENUTI. LUI INSIEME A MONTELLA.




Con l'imminente conferma di Vincenzo Montella è ormai ad un passo dal ricostituirsi l'accoppiata con Daniele Pradè che ha portato tre volte i viola al quarto posto in campionato. FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva il preparatore delle palle inattive, Gianni Vio, attualmente alla SPAL, ma che in passato ha lavorato proprio con i due alla Fiorentina.

Qual è la sua idea in merito a questo cambio di proprietà da Della Valle a Commisso?
"Non sono molto a conoscenza della vicenza, ma ho visto che Commisso ha riportato un grande entusiasmo in città e le premesse per fare anni importanti ci sono tutte. Dispiace per i Della Valle che con me si sono sempre comportati benissimo ed hanno sempre avuto uno stile di comportamento distintivo per la Fiorentina".

Che cosa pensa del ritorno di Pradè a Firenze?
"Ho avuto l'occasione di lavorarci quando ero alla Fiorentina e mi sono trovato benissimo con il direttore. Abbiamo fatto due anni importanti dove i viola sono riusciti a centrare il quarto posto in entrambi i casi. Per il futuro non so se farà bene o meno, ma quel che è certo è che non si possono mettere in discussione il suo entusiasmo e la sua competenza, ormai riconosciute da tutti".

Quali saranno le difficoltà maggiori che incontrerà in questa nuova esperienza in viola?
"Dovrei essere all'interno per fare un'analisi più dettagliata e precisa. Al contrario di quanto si dice, a me, la Fiorentina quando ha giocato contro di noi ha fatto una buona impressione. Montella ha preso una squadra in corsa e non è mai facile, ma questo avrà permesso a lui ed al suo staff di capire meglio dove metter mano per la prossima stagione".

Si ricompone un'accoppiata con Montella che ha dato molte soddisfazioni a Firenze.
"Sicuramente io non posso che parlare bene del periodo che ho condiviso con loro nel capoluogo toscano. I risultati parlano per loro perché tra qualificazioni in Europa League e livello di gioco espresso mi sembra che la Fiorentina abbia fatto davvero bene. Il mio augurio per loro è quello di ripetere quei risultati fatti".

Gianni Vio, pensa che sarà importante il fatto di conoscere già l'ambiente?
"I tifosi e gli ambienti, con sfumature diverse, sono tutti esigenti. L'aver già lavorato aiuta perché già conosce certe dinamiche, ma nel calcio contano i risultati e sarà importante tradurre le scelte giuste e avere fortuna perché non serve solamente competenza. I giocatori non rendono sempre allo stesso livello, ci sono mille fattori che possono incidere".
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15/06/2019, 15:13

JIMENEZ A FV, QUEST'ANNO HO SOFFERTO PER I VIOLA. MONTELLA OK PER RIPARTIRE.


Rocco Commisso ha ridato un entusiasmo sconosciuto negli ultimi anni di gestione Della Valle alla città di Firenze. Le tante novità dell'ultimo periodo in casa viola hanno portato dei cambiamenti importanti a livello societario, ma anche nella dimensione che sta assumendo la Fiorentina, sempre più internazionale. FirenzeViola.it per approfondire queste tematiche ha contattato in esclusiva l'ex centrocampista del club gigliato, Luis Jimenez.

I viola hanno appena concluso una stagione fallimentare. Le ha fatto male vedere la Fiorentina lottare fino all'ultimo per non retrocedere?
"Vedere una squadra come la Fiorentina in una posizione simile mi ha fatto molto male perché la storia di questa squadra e di questa città è una storia importante avendo sempre lottato per l'Europa. Adesso con il cambio di proprietà spero proprio che la prossima stagione vada meglio e ci sono tutte le premesse per cui questo accada".

Avendo militato in questa squadra sa come il tifoso viola sia sempre molto esigente. Con i Della Valle questo ha determinato la fine di un'era.
"Un po' come in tutte le grandi squadre i tifosi viola vogliono sempre il massimo. Quest'anno la situazione era peggiore del solito e di conseguenza il clima di contestazione che si è creato intorno alla vecchia proprietà era figlio dei risultati. Una piazza come Firenze è giusto che abbia un pubblico esigente".

Ai suoi tempi la Fiorentina lottava per un posto in Champions League, qual è il più bel ricordo che ha in maglia viola?
"Giocare a Firenze è stato bellissimo per me e porterò sempre un bel ricordo di quella esperienza che avrei volentieri continuato per altri anni. Il ricordo più bello è senza dubbio aver raggiunto il nostro obiettivo e l'aver fatto l'esordio in Serie A: emozioni uniche e irripetibili".

Commisso ha già preso scelte importanti a livello societario. Chi pensa che sia il maggiore responsabile di un'annata del genere?
"A mio modo di vedere quando nel calcio le cose vanno male non c'è mai un solo colpevole, ma molteplici. Probabilmente non c'è stata la sinergia che ci doveva essere tra la società, il direttore sportivo e così via: la responsabilità è di tutti, nessuno escluso".

La conferma di Montella per il prossimo anno è ufficiale. Secondo lei è l'uomo giusto per ripartire?
"Credo di sì perché è un allenatore che ha esperienza e soprattutto conosce l'ambiente avendoci già lavorato in precedenza con ottimi risultati. Nel complesso penso che sia un buon allenatore e insieme al supporto della società potrà fare molto bene e riportare i viola in alto dove compete loro".
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16/06/2019, 14:58

PARAMETRI ZERO D'EUROPA: TUTTI I POSSIBILI AFFARI GRATIS.


Ancora due settimane esatte e molti contratti di calciatori professionistici arriveranno alla loro naturale scadenza. Da sempre il 30 giugno è infatti una data importante nel mercato, e man mano che ci si avvicina, l'occhio non può che cadere su quei profili di giocatori denominati free agent, o parametri zero in italiano, e come da tradizione da qualche anno a questa parte, FirenzeViola.it vi propone lo speciale Parametri Zero d'Europa, in cui andiamo a scovare quali potrebbero essere i migliori affari a costo zero sul mercato del Vecchio Continente, tema che assume maggiore importanza se si pensa alla recente nomina del rientrante ds Daniele Pradè e alla rivoluzione tecnica che lo attende quest'estate sul mercato. Chissà che, leggendo questa lista, non possa persino trarne ispirazione.

SERIE A - Il nostro giro comincia, inevitabilmente, da casa. Il massimo campionato italiano quest'anno registrerà un grande addio su tutti: quello di Daniele De Rossi alla Roma, già annunciato. Il neo-ds viola ha rapporti con lui, visti i trascorsi romani comuni, ma difficilmente DDR vestirà la maglia di un altro club italiano. Il nome più chiacchierato è invece quello di Andrea Bertolacci: il profilo del classe '91 piace al tecnico Montella, per il quale prenderlo a zero ed inserirlo nelle rotazioni non sarebbe da considerarsi una cattiva idea. Vedremo cosa accadrà. Profili utili alla causa, aggiungiamo noi, potrebbero essere anche quelli di un altro rossonero come Cristian Zapata o dell'esterno genoano, molto duttile, Darko Lazovic.

Ignazio Abate (Milan)
Afriye Acquah (Empoli)
Marco Andreolli (Chievo)
Dusan Basta (Lazio)
Valon Behrami (Udinese)
Andrea Bertolacci (Milan)
Jonathan Biabiany (Parma)
Daniel Ciofani (Frosinone)
Daniele De Rossi (Roma)
Darko Lazovic (Genoa)
José Mauri (Milan)
Riccardo Montolivo (Milan)
Rodrigo Palacio (Bologna)
Luca Rigoni (Parma)
Matias Silvestre (Empoli)
Darijo Srna (Cagliari)
Miguel Veloso (Genoa)
Cristian Zapata (Milan)

PREMIER LEAGUE - Per ordine di importanza, la seconda tappa è in Inghilterra. E qui i grandissimi nomi non mancano certamente, anche se i vari Juan Mata ed Ander Herrera sembrano decisamente fuori portata per la Fiorentina. Vanno a scadenza invece due profili già accostati negli scorsi mesi alla Viola, entrambi dal retrocesso Fulham: i due esterni offensivi Ryan Babel e Lazar Markovic. Non mancano i terzini di qualità, vedi Nacho Monreal o Antonio Valencia, e neanche vecchie conoscenze del calcio italiano come i due ex juventini Stephan Lichtsteiner e Fernando Llorente. Occhio anche a Danny Welbeck, anche se la lista è davvero lunga. Vale la pena scorrerla tutta.

Adrian (West Ham)
Ryan Babel (Fulham)
Leighton Baines (Everton)
Miguel Britos (Watford)
Gary Cahill (Chelsea)
Andy Carroll (West Ham)
Laurent Depoitre (Huddersfield)
Mohamed Diamé (Newcastle)
Erik Durm (Huddersfield)
Bruno Ecuelé Manga (Cardiff)
Ander Herrera (Manchester United)
Stephan Lichtsteiner (Arsenal)
Fernando Llorente (Tottenham)
Lazar Markovic (Fulham)
Juan Mata (Manchester United)
Nacho Monreal (Arsenal)
Alberto Moreno (Liverpool)
Samir Nasri (West Ham)
Shinji Okazaki (Leicester)
Bakary Sako (Crystal Palace)
Danny Simpson (Leicester)
Daniel Sturridge (Liverpool)
Antonio Valencia (Manchester United)
Danny Welbeck (Arsenal)

LIGA - Non c'è tanta scelta dal campionato spagnolo, anche se pure qui troviamo un paio di nomi già accostati alla Fiorentina in passato. Di qualche mese fa quello di Nemanja Radoja, centrocampista serbo del Celta sul quale aveva messo gli occhi Corvino, mentre è ben più fresca la notizia che Pradè starebbe osservando Jason, 25enne attaccante laterale del Levante. Tra i nomi di maggior spessore i due terzini dell'Atletico Madrid, Juanfran e Filipe Luis - consideriamo invece solo per formalità l'altro colchonero Godin, pronto ad andare all'Inter - o anche l'esperto, e altrettanto fragile, centrale belga Thomas Vermaelen.

Daniele Bonera (Villarreal)
Oscar Duarte (Espanyol)
Mathieu Flamini (Getafe)
Diego Godin (Atletico Madrid)
Ander Iturraspe (Athletic)
Jason (Levante)
Juanfran (Atletico Madrid)
Filipe Luis (Atletico Madrid)
Nemanja Radoja (Celta)
Jonas Ramalho (Girona)
Markel Susaeta (Athletic)
Thomas Vermaelen (Barcelona)

LIGUE 1 - Nonostante sia un campionato considerato di minor caratura, quello francese propone tanti nomi eccellenti in scadenza di contratto. Partendo dall'uomo in copertina, Mario Balotelli. Enfant prodige, e terrible, del nostro calcio. Un profilo che per molti club di A potrebbe tornare in voga in estate. Smentito invece da Commisso il nome di un altro italiano, e che italiano: Gigi Buffon non arriverà a Firenze, come ventilato da alcuni. Altre due stelle sono in uscita da Parigi: Adrien Rabiot, nel mirino però di mezze big d'Europa, e il veterano Dani Alves. Due nomi come quelli di Hatem Ben Arfa o Neven Subotic, interpreti di ruoli profondamente diversi tra loro, non piacerebbero a nessuno?

Rachid Alioui (Nimes)
Dani Alves (PSG)
Gianluigi Buffon (PSG)
Patrick Burner (Nizza)
Mario Balotelli (Marsiglia)
Hatem Ben Arfa (Rennes)
Papy Djilobodji (Guingamp)
Pablo Martinez (Strasburgo)
Francois Moubandje (Tolosa)
Jaroslav Plasil (Bordeaux)
Adrien Rabiot (PSG)
Rolando (Marsiglia)
Neven Subotic (Saint-Etienne)
Remi Walter (Nizza)
Mehdi Zeffane (Rennes)

BUNDESLIGA - Ultima, ma non ultima delle cinque maggiori leghe europee è la Bundesliga. In Germania questa passerà agli archivi come l'estate di due addii di un certo peso, quelli di due icone come Franck Ribery e Arjen Robben, pronti a lasciare il Bayern Monaco dopo averne rappresentato la spina dorsale per anni. Per quanto riguarda la Fiorentina fari puntati invece su un nome: Giulio Donati, terzino del Mainz scuola Inter pronto a fare il suo ritorno in patria. Negli scorsi mesi si era parlato di contatti.

Dennis Aogo (Stoccarda)
Marvin Bakalorz (Hannover)
Andreas Beck (Stoccarda)
Giulio Donati (Mainz)
Josip Drmic (Borussia Moenchengladbach)
Christan Gentner (Stoccarda)
Ja-cheol Koo (Augsburg)
Max Kruse (Werder Brema)
Franck Ribery (Bayern)
Arjen Robben (Bayern)

ALTRI CAMPIONATI - Dagli altri campionati europei non arrivano nomi di primissima fascia, esclusi un paio come il tandem del Porto composto da Hector Herrera, mediano oggetto del desiderio di mezza Serie A e in passato e Yacine Brahimi, ma ci sono comunque tanti nomi di un certo richiamo, o comunque utili nell'ottica di costruire una rosa ampia. Nella gamma della prima entrano Adriano, Fabio Coentrao - questi due protagonisti di Clasico da avversari in Spagna - o Martin Skrtel, roccioso centrale ex Liverpool. Nella seconda lista invece potremmo trovare giocatori utili per allargare la cerchia di titolari: dall'esperienza di Guillermo Ochoa in porta, fino a Leroy Fer a centrocampo, arrivando poi a Alan Dzagoev o Salomon Rondon là davanti. Non nomi di grido, ma pedine potenzialmente utili. Un ragionamento spesso adottato nella valutazione di certi acquisti, specie se arrivano a costo zero.

Adriano (Besiktas)
Yacine Brahimi (Porto)
Fabio Coentrao (Rio Ave)
Alan Dzagoev (CSKA Mosca)
Leroy Fer (Swansea)
Manuel Fernandes (Lokomotiv Mosca)
Frederik Gulbrandsen (RB Salisburgo)
Hector Herrera (Porto)
Charles Kaboré (Krasnodar)
Jean-Armel Kana-Biyik (Kayserispor)
Yuki Kobayashi (Heerenveen)
Adrian Lopez (Porto)
Milad Mohammadi (Akhmat Grozny)
Roman Neustadter (Fenerbahce)
Guillermo Ochoa (Standard Liegi)
Mauricio Pereyra (Krasnodar)
José Salomon Rondon (West Bromwich)
Daniel Schwaab (PSV)
Martin Skrtel (Fenerbahce)
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17/06/2019, 14:35

GLI EX COMPAGNI DI BATI A FV, HA CARISMA ED È UN SIMBOLO: DEVE AVERE UN RUOLO IMPORTANTE.



Le voci che vogliono il ritorno di Gabriel Omar Batistuta alla Fiorentina si fanno man mano sempre più insistenti anche se permangono i dubbi del Re Leone legati soprattutto a quale incarico andrebbe a rivestire. FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva alcuni suoi ex compagni per capire che cosa potrebbe portare e quale ruolo sarebbe a lui più adatto.

Francesco Baiano: "Sicuramente Batistuta porterebbe la conoscenza del calcio sudamericano e non è poco visto che i maggiori talenti sono argentini o brasiliani. Sarebbe un valore in più, ma bisogna vedere quale incarico avrà: vorrà rientrare ed incidere con un ruolo importante non fare semplice presenza. Un carismatico come lui è un simbolo, uno dei piu grandi centravanti degli anni '90. La mia idea è che i tre ruoli importanti sono comunque già tutti occupati: presidente, direttore sportivo e allenatore... Il resto sono comunque tutti di contorno, può fare il collante tra società e squadra, può fare di tutto, ma comunque sono incarichi di secondo e terzo piano".

Sandro Cois: " Batistuta porterebbe un grande entusiasmo perché andrebbe ad affiancarsi ad un altro grande campione, un altro mito come Antognoni. Sappiamo tutti come a Firenze abbia fatto cose straordinarie e per l'ambiente, per i tifosi sarebbe una grandissima sorpresa, una grandissima emozione. Potrebbe fare l’uomo spogliatoio, non gioca più certo, ma con il carisma e l'esperienza che ha sarebbe una figura che potrebbe stare con il gruppo, partecipare agli allenamenti: immaginatevi uno come lui sempre a guardarti, è uno stimolo pazzesco".

Daniele Carnasciali: "Batistuta ha lasciato un segno indelebile a Firenze ed è un personaggio con una certa risonanza anche a livello mediatico. Sarei felicissimo qualora dovesse rientrare in società. È un carismatico e credo sia giusto che la nuova proprietà stia pensando a reintegrare lui così come a nobilitare il ruolo di Antognoni, a differenza della vecchia proprietà che quando arrivò smantellò quasi tutto della struttura precedente ed è stata capace di non considerare Antognoni per quasi 16 anni di gestione. È molto difficile capire quale ruolo possa andare a ricoprire, ma credo che debba rivestirne uno importante anche se, all'inizio, la società dovrà capire se è adatto o meno a questi incarichi perché non è detto che uno che è stato un grande calciatore sia anche un grande dirigente. Secondo me dovrebbe raccordare squadra, società e tifosi, poi dopo ha anche il patentino da allenatore, chissà cosa gli riserverà il futuro".

Alberto Malusci: "Credo che una persona come Batistuta con il suo carisma possa portare tutto ciò che ha fatto sul campo, l'affetto che la gente gli dimostra è una testimonianza di cosa significhi per Firenze. Sarebbe una novità importante, gente come lui, Baggio, Maldini devono rimanere in questo ambiente perché hanno un carisma e un'esperienza in grado di dare tanto alla società e alla squadra. Il suo ruolo dipenderà dalla volontà sua e da quella della dirigenza, ma sono convinto che se dovessero dargli un incarico dovà essere uno dove possa incidere perché lui deve incidere. La crescita che farebbe fare alla squadra sarebbe notevole. Il raccordo tra la squadra e la società lo saprebbe secondo me rivestire nel modo ideale".

Luis Oliveira: "L'immagine di Batistuta è importante, è un campione assoluto che ha dato tantissimo alla Fiorentina così come ha fatto Antognoni. La gente vuole queste persone che hanno vissuto tanto di calcio e che rappresenterebbero uno stimolo in più anche per i più giovani. Può fare tutto, anche il presidente (ride, ndr)... È un simbolo troppo importante, sarebbe una mossa intelligente della nuova proprietà anche per aggraziarsi i tifosi. Speriamo che Commisso possa portare la Fiorentina dove merita perché l'entusiasmo c'è così come tanti altri fattori: si può fare davvero bene".
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18/06/2019, 14:52

IN ATTESA DEL SÌ.


È il tema del momento: Gabriel Omar Batistuta potrebbe tornare a far parte della famiglia Fiorentina. Come raccontatovi su queste pagine, nel pomeriggio di ieri ha avuto luogo un incontro al Franchi tra l'ex centravanti gigliato e Joe Barone, che non ha avuto esiti positivi. In serata, però, il braccio destro di Commisso avrebbe ricevuto l'input di ricontattare il Re Leone per provare a dare una svolta alla trattativa.

Il summit si sarebbe rivelato prolifico, tant'è che arrivano anche voci di un possibile annuncio già nelle prossime ore. È poi da mettere in conto che per l'ingaggio di Batistuta non basterebbe una mansione di facciata, al contrario gli andrebbe prospettato un ruolo tecnico, ad esempio quello di ambasciatore nelle Americhe oppure proprio di vicepresidente del club. Insomma, nessun incarico da comparsa.

Ma la notizia è che appunto le parti sembrano adesso molto vicine e che, dopo averci provato invano anche durante l'era Della Valle, l'argentino potrebbe tornare per volere (forte) del nuovo proprietario gigliato a Firenze. Città nella quale, nonostante viva in Sudamerica, Bati verrebbe oltretutto ad abitare volentieri, a dispetto di quanto è stato detto negli ultimi giorni. Sono attesi sviluppi...
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19/06/2019, 15:08

GUAGNI, Bati in viola? Tanta roba. A Rocco dico.


Alia Guagni, terzino della Nazionale italiana di calcio femminile e capitano dell'ACF Women's, ha parlato ai microfoni del Tgr Rai Toscana all'indomani del ko con il Brasile che non ha però precluso la qualificazione agli ottavi di finale del Mondiale alle azzurre di Milena Bertolini. Ecco le sue parole: "Siamo contente del primo posto ottenuto nel girone, con il Brasile è stata una gara un po' strana ma siamo felici delle due vittorie precedenti che ci hanno dato la qualificazione. Chi agli ottavi? Ci sono tutte squadre molto forti, quindi affronteremo chiunque al meglio. Il cambio proprietà alla Fiorentina? Sto seguendo tutto da qui, però adesso sono al Mondiale e penso solo a questo: mi concentrerò su questo argomento non appena tornerò a Firenze. Le parole di Commisso sul calcio femminile? Spero che come ha detto voglia rilanciare il calcio femminile a Firenze, il nostro è un movimento in crescita e spero davvero che possa credere in noi, perché possiamo regalare gioie. Batistuta per me? Se entrasse in società sarebbe tanta roba... era un giocatore pazzesco, lo andavo a vedere allo stadio".
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20/06/2019, 15:09

VIVIANO, MONTELLA E LE RUGGINI DEL PASSATO: RICOMINCIAMO?.


Il 2012-2013 fu una stagione tutt'altro che tranquilla per Emiliano Viviano. Il portierone dal cuore viola, alla sua prima stagione con la maglia della Fiorentina sulle spalle dopo anni di balaustra in curva Fiesole e di schiacciate al prosciutto sui gradoni di Santa Croce per il calcio storico, si scontrava infatti per la prima volta con la realtà di dover difendere i pali della squadra della sua città. Una responsabilità di non poco conto, acuita da un rapporto - quello con Vincenzo Montella, alla sua prima stagione in riva all'Arno - che quell'anno non è mai decollato.

I beninformati dello spogliatoio, infatti, raccontano che nel corso di quella stagione ci fu un episodio che incrinò pronti-via il legame tra i due. Nella fattispecie quando l'aeroplanino, nel tentativo di fare una battuta (poco riuscita) accolse il portiere all'arrivo agli allenamenti scandendo davanti a tutta la squadra il coro "Uno di noi, Viviano uno di noi", quello cioè che la Fiesole era solita cantare tutte le volte che il numero 1 andava a difendere i pali ai piedi della curva. Un'uscita, quella del tecnico, che non fu presa benissimo dall'estremo difensore, protagonista peraltro - forse per le troppe pressioni - di un'annata in chiaro scuro (al punto tale che in una fase del campionato Montella gli preferì il giovanissimo Neto).

"Firenze è stato il sogno di una intera vita. Non sono rimasto perché Montella non mi ha voluto" - ha dichiarato Viviano in un'intervista di oltre un anno fa - "Secondo me aveva la convinzione che non potessi dare il massimo alla Fiorentina". Freddezza a palate, dunque. Un sentimento che però si è tramutato in reciproca stima quando i due si sono incrociati per sei mesi alla Sampdoria nella stagione 2015-2016: "A Firenze ci sono state delle incomprensioni" - ha raccontato Viviano a Sky sempre nel 2018 - "Lui ha il suo carattere e io il mio, che forse è anche peggio. A Genova però ci siamo ritrovati e chiariti: le cose sono andate bene".

Motivo per cui adesso ci sono tutte le carte in regola per un possibile ritorno in viola del portiere: la seconda parte di stagione alla Spal è stata per Emiliano più che positiva e l'avventura allo Sporting, iniziata la scorsa estate, sembra già ai titoli di coda. Viene dunque naturale pensare che, nell'ambito dell'ampia operazione simpatia verso Firenze che sta portando avanti Commisso (promozione di Antognoni, approdo in società di Batistuta e ritorno di Pradè), l'idea di un Viviano 2.0 in viola sia più di una semplice ipotesi.
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